L’abate e Mañara

(Un brano da Miguel Mañara. Mistero in sei quadri, scritto da O.V. Milosz nel 1913. Dal quadro IV, il momento in cui l’abate accoglie il libertino Miguel Mañara nel suo monastero)

L’amore e la fretta mal s’accordano, Mañara. È la pazienza che misura l’amore. Un passo uguale e fermo, ecco l’andatura dell’amore: che sfili tra due siepi di gelsomino, al braccio di una ragazza, o che stia solo fra due file di tombe. Pazienza. Non siete venuto qui, signore, per essere torturato. La vita è lunga, qui. Serve un’infanzia e un’educazione, una giovinezza e un insegnamento, una maturità curiosa del giusto peso delle cose e una lenta vecchiaia innamorata della tomba. Con che prudenza dobbiamo muoverci! Perché il cilicio bruciante non ama la violenza che spegne il prurito del sangue; ed è necessario starsene quieti in una bara stretta e corta, dove potersi stringere col sano desiderio di dormire un’ora o due di un sonno vuoto e profondo come l’istante.

(© Daniele Gigli, 2021 per la traduzione – Condivisione autorizzata a fini non commerciali citando la fonte)