Battelli nella nebbia

(Una poesia di Robinson Jeffers, Boats in a Fog, 1925)

Svaghi e cortesie, il palco, le arti, le bizzarrie dei danzatori,
la voce esuberante della musica,
affascinano i giovani, ma mancano di nobiltà; è l’amara serietà
che fa la bellezza; lo sa
la mente, si fa adulta.
———————————Un banco di nebbia improvviso smorzava l’oceano,
in esso un pulsare di motori si muoveva,
a lungo, a un tiro di schioppo, tra le rocce e il vapore,
una ad una muovevano ombre,
via dal mistero, ombre, pescherecci, seguendosi l’un l’altro
seguendo gli scogli per guida,
tenendo una via impervia tra il rischio della nebbia
e la schiuma sulla riva di granito.

Una ad una, seguendo il loro capo, sei mi strisciarono accanto,
fuori dal vapore e nel vapore,
il pulsare dei motori sottomesso alla nebbia, cauto e paziente,
costeggiando tutto intorno la penisola
indietro fino alle boe nel porto di Monterey. Un volo di pellicani
non è niente di più amabile a guardarlo;
il volo dei pianeti non è niente di più nobile; ogni arte perde di virtù
contro la realtà essenziale
di creature che fanno i propri affari tra gli ugualmente
seri elementi della natura.

(© Daniele Gigli, 2022 per la traduzione – Condivisione autorizzata a fini non commerciali citando la fonte)