Il libro appalachiano dei morti

Ultimo quarto del secolo scorso, Charles Wright è a casa in una domenica pomeriggio settembrina. La piatta sordità delle cose, il saliscendi del vivere, la sua fatica. E d’improvviso, quieto, il darsi nell’immobilità dell’essere un accenno della sua perfezione, il respiro di Dio che viene a ricalibrare «le stazioni dei morti», a rialzare «lo strano quoziente di ciò che non vediamo», a rinnovare «il nostro salire e scendere». Ne escono fuori questi versi, i versi di The Appalachian Book of the Dead.

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Domenica, domenica di settembre… Fuori,
come una prima pagina dal Libro appalachiano dei morti,
il sole prodiga il suo brillio su ogni dove,
le colombe – angeli surrettizi – si sistemano su membra d’albero e rami di bosso,
un corvo chiama, sprofondato nel suo buio,
qualcosa come acqua ticchetta
proprio lì, oltre l’orizzonte, proprio lì, tic tac continuo…

Vai nella paura delle astrazioni…
__________________________________Sì, forse. Ma intanto,
è da questi strati che sorgono i nostri corpi, le vene avvizzite
su cui la nostra pelle si strofina.
Per esempio, quale che sia l’illuminazione,
amministra compassione e affetto, questi due tributari
che scorrono sulle nostre vite,
delle cui acque sentiamo il senso
___________________________________la notte tardi, sempre più tardi.

A disagio, suburbanizzato,
vago dalla sdraio al portico sul retro fino al frutteto nano
esaminando l’erba e il bordo del giardino.
Una quiete, come nei vicoli del Paradiso,
invasa il pomeriggio in una campana di vetro.
________________________________________________Foglie come ex voto pendono rigide e brillano
sotto l’infinità del cielo.
Che altari scheletrici, che vuoti santuari.

Mi meraviglia sempre
Come il paesaggio ricalibri le stazioni dei morti,
come ciò che vediamo rialzi
______________________________lo strano quoziente di ciò che non vediamo,
come il respiro di Dio rinnovi il nostro salire e scendere.
Primo scorcio d’autunno, strizzato e ammaccato, una brutta plastica facciale,
entra ed esce,
_______________una realtà virtuale.
Tempo d’iniziare la lunga divisione.

(© Daniele Gigli, 2022 per la traduzione – Condivisione autorizzata a fini non commerciali citando la fonte)